Flash Art Italian Edition

Archived since #346 Ottobre - Novembre 2019 Modern Archive

11 issues

Dal 1967, Flash Art è sinonimo di una prospettiva all'avanguardia sull'arte contemporanea e sul panorama artistico globale. Attualmente attiva con l'edizione internazionale e italiana, la rivista continua – dopo più di cinquant'anni – l’analisi e la documentazione di pratiche artistiche e avvenimenti spaziando da ambiti conosciuti ad altri più sperimentali, pubblicando saggi dei più autorevoli critici e osservatori insieme a statements di artisti e progetti speciali concepiti esclusivamente per la rivista.

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Questo numero dell’edizione italiana raccoglie uno spaccato del presente artistico e visuale che gioca con la storia dell’arte restituendone una dimensione irriverente, caricaturale, attraverso produzioni che riflettono le condizioni di fragilità dell’individuo in relazione alla società. Susy Culinski, uno degli alter-ego di Beatrice Marchi, è la protagonista della copertina: due occhi finti con ciglia finte, inespressivi, posti su un sedere rivolti verso lo spettatore. Cosa stanno osservando? O sarebbe meglio chiedersi cosa invece possiamo cogliervi noi. Culinski è solo una delle identità che Marchi assume per problematizzare i rapporti umani e le interazioni sociali, manipolate e agite attraverso il filtro dello schermo. Attraverso vari media, i suoi personaggi prendono vita in una narrazione transmediatica in cui traspare “il desiderio di patologizzare l’altro nel tentativo di esternalizzare il disprezzo del sé” come nota Steven Warwick. Questo numero è popolato di tanti esseri dall’identità incerta, come i cani-scultura di Guendalina Cerruti che, come nota Vincenzo Di Rosa, “sembrano intrappolati in un mondo diverso anche se conservano uno strano legame col nostro”. Le modalità con cui Cerruti manipola l’oggetto ordinario riqualificando un’estetica omologante rimandano per certi versi al processo di decomposizione e ricostruzione delle sculture di Kayode Ojo che prende spunto da modelli di presentazione commerciale come la vetrina, sfruttandone la retorica dell’esposizione e attivando una dinamica del desiderio e dell’inganno propria del meccanismo di vendita. Come scrive Blake Oetting i lavori di Ojo “agiscono anche come schermi proiettivi per l’interesse dello spettatore verso particolari articoli, ideologie e modalità di sguardo”. Le modalità di sguardo sullo spazio che abitiamo hanno determinato la ricerca che Alessandro Bava ha portato avanti quest’anno su queste pagine. Nei tre episodi precedenti della sua rubrica “SPAZIO”, Bava ha messo in relazione ricerche che vanno oltre i confini disciplinari che raccontano lo spazio come medium emotivo e narrativo, proprio quando siamo chiamati a porre in questione l’esperienza fisica e spaziale come veicolo di conoscenza, in un mondo sempre più plasmato dalle tecnologie digitali. Per quest’ultimo episodio decide di sottoporre la sua stessa ricerca al suo esercizio invitando Octave Perrault a osservare la sua pratica architettonica e curatoriale, attivando uno sguardo sullo sguardo. Quello che abbiamo provato a fare rileggendo una figura caleodoscopica come quella di Cinzia Ruggeri, attraverso gli occhi e la penna di due artiste viventi, Anna-Sophie Berger e Anna Franceschini, diverse per generazione e background, ma con in comune una ricerca e fascinazione per l’oggetto.

Inoltre in questo numero: Carlo Antonelli in conversazione con Francesco Vezzoli ripensa alle origini del suo lavoro definendolo biopolitico, percependone tutta la sofferenza e la nostalgia che oggi si traducono nel sogno americano svanito, in un presente che l’artista vive ormai con un naturale distacco; un presente che sempre Cecilia Alemani, pensandolo in relazione al libro di Leonora Carrington Il latte dei sogni ¬ titolo omonimo della 59a Biennale d’Arte – definisce come “sorprendente e freddo”.

Inoltre il secondo episodio della rubrica “CROSS/ROADS”, a cura di Ilaria Gianni ed Eleonora Milani con la collaborazione di Giulia Gelmini, analizza la scena artistica che orbita intorno a Milano. L’episodio guarda alla Lombardia come a un sistema di complessità geo-sociale e geo-culturale, in particolare a tre città “satelliti” Bergamo, Brescia e Como come ad arterie intendenti ma fortemente connesse e per certi versi dipendenti dalla realtà metropolitana, rivelando una scena artistica viva e per niente passiva, che trattiene quel magnetismo proprio del capoluogo milanese, sprigionandone uno proprio.

Recensioni

“Role play” Osservatorio Fondazione Prada, Milano / Jasmine Gregory “Mommie dearest” Istituto Svizzero, Milano / Nina Canell “HARDSCAPES” OGR, Torino / “SPAZIO RADICALE / RADICAL SPACE” Centro Pecci, Prato / Cao Fei “Supernova” MAXXI, Roma / “Rethinking Nature” Museo Madre, Napoli / “Le 3 ecologie” MACTE, Termoli / Charlotte Posenenske “FROM B TO E AND MORE” Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano

Questo numero sarà disponibile presso miart, Milano; Arte Fiera, Bologna; e la 59a Mostra Internazionale d′Arte - La Biennale di Venezia.

Subjects: Art And Design, Art, International, Lifestyle

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Annual £19.99

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Dal 1967, Flash Art è sinonimo di una prospettiva all'avanguardia sull'arte contemporanea e sul panorama artistico globale. Attualmente attiva con l'edizione internazionale e italiana, la rivista continua – dopo più di cinquant'anni – l’analisi e la documentazione di pratiche artistiche e avvenimenti spaziando da ambiti conosciuti ad altri più sperimentali, pubblicando saggi dei più autorevoli critici e osservatori insieme a statements di artisti e progetti speciali concepiti esclusivamente per la rivista.

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  • First Issue: #346 Ottobre - Novembre 2019
  • Latest Issue: #356 Primavera 2022
  • Issue Count: 11
  • Published: Not set